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Il commiato dell'Amb. Ofer Sachs un'occasione per ribadire il potenziale delle relazioni con Israele

Termina il mandato dell’Ambasciatore di Israele in Italia S.E. Ofer Sachs e viene naturale fare il punto sulle relazioni, anche all’esito delle attività dell’Ambasciata, tra i due Paesi.

Nonostante si tratti di uno Stato di piccole dimensioni, Israele ha dimostrato ancora di avere la capacità di crescere velocemente (l'Ufficio Centrale di Statistica ha dovuto rivedere al rialzo i dati di crescita del PIL nella prima metà del 2018 dal 4,1% al 4,2%) e di generare grandi opportunità.

Un numero crescente di investitori ha maturato la convinzione che lo stato dell’economia israeliana possa essere valutato indipendentemente dalle alterne preoccupazioni legate alla stabilità geopolitica regionale.

Come sappiamo, tra Italia e Israele vige un accordo di libero scambio, che comporta l’esenzione tariffaria per prodotti agricoli ed industriali, la libertà movimento di capitali, la liberalizzazione settori turismo e trasporti e vige una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali.

I due Paesi sono alleati strategici e complementari.

L’Italia ha grande interesse ad esser presente in un Paese che ha una così importante proiezione internazionale e Israele considera l’Italia uno sbocco naturale sui mercati europei. Per queste ragioni, anche nell’ultimo anno l’interscambio tra i due Paesi ha avuto una crescita del 4% circa, con un saldo sempre positivo in favore dell’Italia, che le ha permesso di confermarsi tra i principali partner commerciali d'Israele, terzo fornitore a livello europeo.

Il settore dell’industria in Israele non è molto sviluppato e la sinergia con le capaci industrie italiane può essere un’opportunità per realizzare il passaggio dalla fase della ricerca e del brevetto a quella della realizzazione e successiva commercializzazione di prodotti finiti.

I rapporti bilaterali sono stati rafforzati anche grazie all’intensificarsi di iniziative volte alla cooperazione scientifica, tecnologica e finanziaria (nate soprattutto dall’Accordo Intergovernativo di Cooperazione Industriale Tecnologica e Scientifica entrato in vigore nel 2002), settori in cui l’Ambasciatore Sachs ha dato un inestimabile contributo.

L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e quella israeliana (ISA), hanno consolidato i loro rapporti di collaborazione, grazie alle possibilità di lavorare nel grande progetto "Galileo” che rende l’Italia un partner di primo piano in questo settore.

Altro settore di cooperazione è quello dell'intelligenza artificiale, nelle aree della finanza, dei trasporti e robotica e della salute e medicina. Qui le competenze italiane possono essere opportunamente valorizzate, sia da un punto scientifico, che industriale.

Opportunità particolarmente interessanti per le imprese italiane possono scaturire dai nuovi progetti infrastrutturali (nel settore ferroviario, settore portuale, delle metropolitane e treni leggeri), che sono in corso di realizzazione o stanno per essere avviati e di cui vengono forniti dettagli attraverso il circuito “ExTender”.

Fonti ministeriali israeliane segnalano un piano di investimenti per circa 140 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali entro il 2020.

Vanno sicuramente menzionate nel contesto infrastrutturale anche le recenti scoperte di tre grandi giacimenti marini nel nord del paese. Si stima che si possano trovare nuovi giacimenti, per oltre 3,500 miliardi di metri cubi di gas naturale, che potrebbero trasformare Israele in uno dei principali esportatori di gas naturale al mondo, al pari della Russia, del Qatar e della Norvegia.

Le opportunità di collaborazione tra Italia e Israele sono ancora destinate a crescere.


Barbara Pontecorvo

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