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La volpe e l'apprendista

Sostanzialmente una diarchia. E’ questo il nuovo governo dalle larghe intese che si appresta a essere ratificato dalla Knesset in un Israele sotto emergenza coronavirus.

Alla fine dei negoziati tra Benjamin Netanyahu e Benny Gantz si è giunti ad evitare la quarta tornata elettorale mettendo in piedi un esecutivo in cui il Primo ministro in carica e il suo rivale elettorale si bilanceranno reciprocamente nella gestione del potere, creando di fatto il primo governo diarchico nella storia del paese.

Il nuovo governo verrà scandito in due fasi temporali. Il periodo dell’emergenza, che dovrebbe durare sei mesi e quello dell’unità, a seguire.

Netanyahu e Gantz saranno i reggenti delle rispettive coalizioni sulle quali avranno pieno potere. Ogni decisione relativa a deleghe o eventuali cambiamenti di dicastero non saranno più la prerogativa del Primo ministro, ma dovranno essere decise dai reggenti della coalizione. Quei ministeri che saranno gestiti dal Likud saranno suo dominio e lo stesso avverrà per i ministeri in quota Bianco e Blu. Il gabinetto di sicurezza che ha il potere di dichiarare una guerra, sarà anch’esso suddiviso tra le due coalizioni con un numero pari di membri di una e dell’altra.

Benny Gantz può mostrare ai suoi elettori di avere conquistato un ministero chiave come quello della giustizia, più il ministero delle comunicazioni e quello della cultura. A lui andrà, nell’immediato il Ministero della Difesa.

Da parte sua Benjamin Netanyahu ha ottenuto quattro importanti obbiettivi. Il primo riguarda il Comitato preposto per scegliere i giudici che siederanno nell’Alta Corte di Giustizia, dove, la nomina di Zvi Hauser della coalizione Bianco Blu, un conservatore già membro del gabinetto Netanyahu, gli garantisce di avere un potenziale alleato in campo avverso. Il secondo, il diritto di lasciare il ruolo di Primo ministro anticipatamente e dopo che Gantz ha effettuato i suoi 18 mesi di premierato, di completare la porzione di premierato che gli compete. Questo, sulla carta, gli permetterebbe di essere il Primo ministro in carica alla prossima tornata elettorale. Il terzo, di ottenere le dimissioni di Gantz insieme alle sue nel caso in cui i giudici dell’Alta Corte stabiliscano che non possa ricoprire il ruolo di Primo ministro essendo anche imputato. Il quarto di fare votare la Knesset il 1 di luglio per potere estendere la sovranità di Israele su una parte degli insediamenti della Cisgiordania.

Si tratta di un governo di trincea, con due coalizioni frontalmente avverse asserragliate nei rispettivi feudi, che nasce, per Netanyahu come polizza assicurativa e per Gantz come occasione di potersi accreditare come statista. Entrambi cercheranno di capitalizzare al massimo le loro posizioni all’insegna della reciproca disistima occultata dalla foglia di fico della realpolitik.

Non sarà una convivenza facile.


Niram Ferretti

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Italia Atlantica - Settimanale di politica estera - Rivista Specialistica - Reg. nr. 55/2019 Trib. Roma​

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