Cerca
  • Italia Atlantica

Treasury un budget di welfare nationalism, Boe un taglio ai tassi

Tutto come previsto. Il primo budget del governo Tory trascrive in legge la visione economica di Boris Johnson di una strategia a tre punti che implica politica monetaria, politica fiscale e riforme strutturali. La Banca d'Inghilterra ha tagliato i tassi d'interesse. Le misure di emergenza sono state adottate per sostenere l'economia e proteggere le imprese dall'impatto economico del coronavirus. Il Monetary Policy Committee ha votato all'unanimità per ridurre il tasso di 50 punti base dallo 0,75% allo 0,25%. Le banche d'investimento hanno descritto l'azione come "sul lato aggressivo delle aspettative" aggiungendo sorpresa per un taglio in anticipo rispetto budget. Ma la Boe ha dichiarato di essersi coordinata con il Tesoro per consegnare il pacchetto completo di misure. "Il sistema finanziario è ora in una posizione tale da poter prestare alle imprese più colpite, o a tutte le imprese, 13 volte quello che aveva prestato l'anno scorso nei periodi di congiuntura favorevole" ha dichiarato il Governatore uscente Mark Carney.

Di rimando, il giovane Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak ha annunciato un gigantesco programma di spesa pubblica nella sua prima legge di bilancio, recitando il mantra del Primo Ministro: "sostegno all'economia" e "ottenere risultati concreti". La pandemia del Coronavirus ha ricevuto un pacchetto di emergenza da 30 miliardi di sterline, con altre grandi spese per infrastrutture, investimenti in conto capitale, finanziamenti ricerca e sviluppo e iniziative di efficientamento energetico. Come previsto, il governo ha anche previsto maggiori finanziamenti per l'autonomia di Galles, Irlanda del Nord e Scozia. D'altro canto Sunak ha sospeso il taglio all'imposta sui redditi societari e introdotto una nuova sovrattassa del 2% sull'imposta di bollo per gli acquirenti stranieri di immobili in Inghilterra e Irlanda del Nord applicabile immediatamente. Crucialmente, UK Export Finance riceverà fondi per aumentare la sua capacità di credito all'esportazione fino a 8 miliardi di sterline. Il Tesoro ha definito fondamentale il sostegno alle vendite globali degli esportatori britannici. "Questo pacchetto - che è il più alto livello di prestiti all'esportazione che il governo abbia mai messo a disposizione - fornirà sostegno alle imprese britanniche per prosperare sui mercati mondiali".

Di fatto, Londra ha varcato il Rubicone: in un'epoca di tassi d'interesse reali bassissimi, ha senso che il governo prenda prestiti da spendere soprattutto per gli investimenti. Ma con il Paese in piena occupazione e un largo deficit delle partite correnti, il rischio di rilassare la disciplina fiscale ha senso solo se il denaro sarà ben speso. L'Office for Budget Responsibility ha commentato il budget rilevando che tali livelli di generosità da parte di un Cancelliere non si vedevano dal budget di Norman Lamont del 1992. La spesa porterà il debito pubblico ad un massimo di sei anni di 66,7 miliardi di sterline nel 2021-22 e aggiungerà più di 125 miliardi di sterline al debito pubblico entro il 2024-25.

Boris sta anche affrontando la sua prima contestazione nel partito dalle elezioni generali per il ruolo di Huawei nella rete 5G del Regno Unito. Un gruppo di deputati Tory sta mettendo in cantiere un emendamento che cristallizzi la fine della partecipazione della multinazionale cinese al progetto entro il 2023. Per smorzare le tensioni, il Primo Ministro sta tenendo incontri individuali con i parlamentari nei quali sembra stia spiegando in dettaglio le misure in materia di sicurezza informatica predisposte dalla Difesa in relazione alla rete britannica di tlc.

Greg Hands è negli USA per preparare il kickoff ai negoziati per l'accordo bilaterale: Il sottosegretario per la politica commerciale, ha detto che l'accordo "eliminerà la burocrazia superflua, porterà più opportunità per le imprese, abbasserà i prezzi e creerà nuovi posti di lavoro in UK e USA". Previsti incontri con i leader del mondo degli affari e dell'industria a New York, Philadelphia e Washington.

La commissione Ue, al contrario, è impegnata in un testardo gioco dell'oca. In settimana è uscita la carta "torna al punto di partenza". La presidente Ursula von der Leyen ha convocato una conferenza stampa in cui ha detto che il Regno Unito deve "prendere una decisione" sui negoziati commerciali di Brexit. Alla Presidente ha risposto il portavoce del Nr. 10 affermando: "Il Regno Unito ha preso la sua decisione in modo molto deciso ed è stato molto chiaro su ciò che vuole dal suo futuro rapporto con l'UE". È palese a tutti che sull'allineamento regolamentare con l'Ue, sull'accesso alle acque per la pesca britanniche, e sulla giurisdizione della Corte di giustizia Ue in Uk la porta di Downing Street è chiusa. Curiosamente, i commenti di Von der Leyen sono arrivati dopo che sia i negoziatori britannici che quelli dell'Ue avevano manifestato soddisfazione per la chiarezza del primo ciclo di colloqui. Michel Barnieraveva detto "le parti ora capiscono bene le rispettive posizioni". Con la sua sconcertante sortita, forse von der Leyen ha voluto esplicitare che di questi tempi le carte a Bruxelles le dà Emmanuel Macron. Ma questo si era già capito benissimo. In Europa la partita è da sempre tra Francia e Inghilterra.

Effugere nemo potest, quod futurum est.


Bepi Pezzulli

RESTA AGGIORNATO

  • Black Icon LinkedIn
  • Twitter
  • Facebook
  • YouTube
  • Black Icon Instagram
  • Nero RSS Icon

Italia Atlantica - Settimanale di politica estera - Rivista Specialistica - Reg. nr. 55/2019 Trib. Roma​

Direttore Editoriale avv. Giuseppe Pezzulli | Redazione: Via Euclide Turba n. 38 Roma​