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La Costituente Liberaldemocratica

Aggiornamento: 22 gen


Il modo peggiore per costruire una nuova forza unitaria liberaldemocratica sarebbe barcamenarsi in laceranti tattiche di schieramento per decidere se allearsi con la destra, il centro o la sinistra, oppure ricercare un modello organizzativo basato su una leadership personalistica, che non poggi su un solido progetto politico e culturale.


L’esperienza di questi anni mostra che le forze di estrazione marxista, cattolica, populista e peronista sono incapaci di porre la nazione in una prospettiva di rinnovamento basata sull’interesse generale e di sviluppare crescita e occupazione, entrambi da troppo tempo a livelli bassissimi.


Appare chiaro che destra, sinistra e centro inseguono solo la vittoria elettorale dimostrandosi poi fallimentari nel gestire la sfida che la globalizzazione ha imposto alle classi dirigenti di tutti i paesi democratici ed industrializzati del mondo. Quindi, è necessario costruire un progetto culturale e politico originale. Il progetto liberaldemocratico deve collocare la nazione repubblicana in un’Europa politica e capace di governare democraticamente e con una politica di solidarietà i problemi dell’economia, dello sviluppo, della coesistenza pacifica e dare orizzonti di speranza alle giovani generazioni.


CHI SIAMO E DA DOVE VENIAMO


Italia Atlantica è una componente della Costituente Liberaldemocratica formata da repubblicani già dirigenti del PRI. Vogliamo lavorare alla costruzione di un partito di democrazia istituzionale che rifiuti le aggettivazioni (proletaria, popolare, cristiana, sociale). La democrazia è rispetto delle libertà individuali e collettive. E’ democrazia rappresentativa o delegata, non democrazia assembleare, cioè tirannica, che si esprime nel sistema parlamentare corretto dagli istituti di democrazia diretta, i referendum consultivi.


L'altro carattere della nostra estrazione politica è il laicismo, che non significa mero anticlericalismo; l’idea laica è l’opposto dell’idea confessionale ed è perfettamente espressa nell’art. 7 della Repubblica romana del 1849 (“dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici”) o nel primo emendamento della Costituzione USA (“il congresso non potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione o per proibirne il culto”).


Il repubblicanesimo italiano ha avuto funzioni spesso diverse nella storia della nazione. Un’azione cospirativa insurrezionale contro i regimi totalitari. Un’intransigenza pregiudiziale contro la monarchia sabauda. Guidò l’opposizione al fascismo, la difesa di Treviso del 1921, la concentrazione antifascista del 1926, la partecipazione alla guerra di Spagna del 1936, con la morte di Mario Angeloni e l’eroismo di Randolfo Pacciardi.


PER ESSERE AUTONOMI OCCORRE PARTIRE DAI CONTENUTI, MAI DALLO SCHIERAMENTO E POI ADEGUARE A QUELLO I CONTENUTI


Noi combattiamo chi identifica la sinistra con la dittatura del proletariato e con la statalizzazione dei mezzi di produzione. Noi combattiamo chi ha una concezione associativa collettivista. Siamo contro le visioni assistenziali e caritatevoli della sinistra cattolica, e contro quelle massimaliste della sinistra marxista e socialista. Nella nostra concezione, non esistono una destra e una sinistra, esiste l'idea di una società democratica che vive in un patto sociale e tutela tutti i cittadini rispettosi della Repubblica. Il cittadino, sia lavoratore, artigiano, commerciante o imprenditore, esercita una funzione di responsabilità verso l’interesse generale. Il nostro non è un concetto di destra e sinistra; è la sintesi di come coesistono interessi diversi in una società libera e democratica.


La liberaldemocrazia è una forza politica riformatrice che cambia la società, ma non con una teoria conflittuale fra le classi, che è quella che storicamente divide in destra e sinistra la lotta politica. Ci sono valori della società democratica come l'equità sociale, come il valore dell'impresa, che non sono l'uguaglianza di tutti e l'odio di classe, ma sono quel valore complessivo che ognuno nella sua peculiarità porta alla crescita complessiva. Il sapere e la conoscenza dell’umanità siano la molla del progresso.


Salvaguardare questo significa rifiutare uno schema di schieramento. Siamo contro tutti i totalitarismi, comunismo e fascismo, ma anche contro chi con la carità e l'assistenza rende schiava la persona e il cittadino. Noi siamo democratici che credono nella Repubblica come patto sociale che rappresenta tutti e che unisce. Nel partito liberaldemocratico militano gli operai, gli artigiani, i braccianti agricoli, i pescatori, i quadri intermedi, i professionisti e gli imprenditori piccoli e grandi. La liberaldemocrazia è l'idea di un modello di società democratica non conflittuale ed antagonista, ma in cui coesistono individui liberi.


Dal 1993, in Italia ha prevalso una forma di lotta politica giustizialista, bipolare, con schema destra/sinistra che è la causa principale della crisi della democrazia e dei ritardi economici e sociali della nazione. La politica nella concezione liberaldemocratica è sempre stata il governo dell'interesse generale quale strumento di governo e di trasformazione degli squilibri sociali e territoriali. Prodotti questi da un meccanismo di sviluppo spontaneo frutto del blocco sociale conservatore che sostenne il fascismo e che scelse la Dc e del rivendicazionismo massimalista della sinistra e del sindacato che votava Pci. Questo scontro di corporativismi in servizio permanente, si saldava in Parlamento quando le cosiddette leggine assistenziali trovavano il 90% dei voti sia della Dc che del Pci. Questo blocco assistenziale, con lo schema maggioritario, diventa strutturalmente il "partito a vocazione maggioritaria" sia che governi la destra, sia che governi la sinistra, perché la politica diventa lotta per la vittoria elettorale e non più governo dell'interesse generale, come a fondamento della proposta politica liberaldemocratica.

La politica di concertazione attuale, sia nella visione della destra, che nella visione della sinistra, ribalta questa concezione. La concertazione diventa la contrattazione di corporazioni, sindacali, produttive, categoriali, con il governo. Il risultato è, strutturalmente, la sommatoria degli interessi corporativi. Cioè, non più la politica economica come strumento riformatore e di riequilibrio, ma come strumento di conservazione degli interessi più forti che direttamente sostengono i governi, in cambio di un interesse particolare di gruppo o localistico.


Noi siamo riformatori; non facciamo rappresentanza dei poteri corporativi, che hanno spogliato la nazione, indebitandola con politiche assistenziali e di spesa corrente e rendendola obsoleta nel suo sistema istituzionale organizzativo e infrastrutturale. La nostra proposta spesso è alternativa a destra e sinistra, noi siamo per lo stato democratico e per lo stato di diritto. Non accettiamo il giustizialismo giacobino. Noi non abbiamo mai, anche a livello europeo, confuso il ruolo del partito liberaldemocratico con quello del Pse o del Ppe. La politica estera liberaldemocratica si svolge in nome di quell'alleanza internazionale dei paesi democratici che volle Mazzini, in nome di quella politica Atlantica ben rappresentata da Spadolini che ha unito USA ed Europa e ha garantito pace e sviluppo, contro la politica dei cinesi e russi che vorrebbero invadere l'Europa e il mondo, inglobandoli in una logica autoritaria.


Noi vogliamo trasformare l'Europa in una democrazia delegata dal popolo a rappresentanti eletti in Parlamento e soggetti al controllo dell’elettorato che può cambiarli con l'esercizio del voto e della sovranità popolare. Una garanzia Eurofederalista, una garanzia Atlantista.


LE NOSTRE PROPOSTE


IL concetto di patriottismo costituzionale repubblicano, inteso come un’idea comune di valori di libertà, di senso civico, di cittadinanza, di giustizia sociale, di rispetto delle leggi della Repubblica, della difesa dell’interesse nazionale deve essere la cornice di un progetto moderno liberaldemocratico.


1 POLITICA ESTERA

  • Certezza sulla collocazione internazionale dell’Italia, ribadire l’alleanza strategica con gli USA

  • Centralità della NATO, sicurezza dell’avamposto democratico del Medio Oriente: Israele

  • Incremento graduale (dall’1,3% al 2,5%) degli investimenti annuali per la difesa

  • Negoziare con l’UE lo scomputo dal Patto di Stabilità degli investimenti strategici per la sicurezza: ricerca e tecnologie dual-use

2 EUROPA

  • Promuovere la riforma dei Trattati e delle Istituzioni Europee per realizzare un’Europa federale e solidale nello spirito del Trattato di Lisbona

  • Promuovere il lancio degli Eurobond, emessi da un'agenzia europea del debito e garantiti da tutti i paesi dell’Eurozona

  • Creare una cabina di regia nazionale per l’impiego dei Fondi UE e invertire la tendenza che l'Italia ha avuto nell'ultimo ciclo di bilancio a spendere solo una parte dei fondi spettanti

3 ISTITUZIONI

  • Assicurare il primato della democrazia rappresentativa

  • Superare il concetto di autonomia regionale differenziata, ridurre le disuguaglianze economiche e rinsaldare la coesione nazionale

  • Semplificare i livelli di governo: ridurre il numero delle Regioni e abolire definitivamente le Province

  • Accorpare i Comuni con meno di 30000 abitanti

  • Istituire le Città Metropolitane anche nei territori economicamente e socialmente omogenei

  • Riformare la Pubblica Amministrazione sburocratizzando le procedure amministrative

4 INVESTIMENTI PRIVATI E INTERNAZIONALI

  • Incoraggiare l’investimento dei soggetti privati con concessione di bonus fiscali e crediti di imposta

  • Promuovere ed agevolare gli investimenti nei centri storici delle città per la valorizzazione del patrimonio architettonico riducendo anche l'imposta di registro sui trasferimenti degli immobili

  • Favorire l'impegno in agricoltura dei giovani

  • Agevolare lo sviluppo delle start-up e delle imprese innovative attraverso programmi di finanziamento e sostegno alle attività di internazionalizzazione con coinvolgimento fattivo di Sace e Simest

  • Restaurare l’immagine dell’Italia quale destinazione attrattiva per gli investimenti internazionali, rafforzare il ruolo commerciale della rete diplomatica

5 GIUSTIZIA

  • Riformare la giustizia civile: snellimento dei processi per responsabilità contrattuale e da atto illecito, con sentenze definite in primo grado e affiancamento ai giudici di ausiliari esperti

  • Riformare la giustizia penale: separazione di magistratura giudicante e magistratura inquirente, maggiore ricorso a riti alternativi al processo penale quale, ad esempio, il patteggiamento della pena, razionalizzazione della giurisdizione delle procure distrettuali, depenalizzazione dei reati minori e maggiore ricorso alla detenzione domiciliare con sorveglianza elettronica per i delitti di minore allarme sociale

  • Rivedere il Codice degli Appalti

  • Semplificare i livelli di governo per renderli più efficienti e impermeabili alla criminalità organizzata

  • Inasprire la lotta alle mafie con un coordinamento sempre più saldo tra polizia giudiziaria e magistratura inquirente

6 MEZZOGIORNO

  • Promuovere l’aumento dei livelli di occupazione e di reddito pro capite del Meridione mediante programmazione di investimenti pubblici comunitari e privati

  • Stanziamento di fondi per potenziamento delle Università del Meridione e incremento del numero annuale di laureati

  • Istituzione di Zone Economiche Speciali che favorisca insediamento di nuove filiere industriali con il dovuto potenziamento delle infrastrutture indispensabili

  • Realizzazione delle infrastrutture per le reti telematiche

7 SCUOLA E CULTURA

  • Razionalizzare gli investimenti in ambito culturale in parallelo alla semplificazione dei livelli di governo e ridurre gli sprechi

  • Migliorare le condizioni economiche dei docenti e stabilizzare i programmi scolastici

  • Allineare qualitativamente l’offerta professionale alla formazione scolastica, scongiurando l’emigrazione del talento

8 TERRITORIO E AMBIENTE

  • Riqualificare le periferie dei centri urbani sotto il profilo urbanistico, civile e culturale

  • Sostenere gli esistenti protocolli di cura del patrimonio abitativo e del territorio, potenziandoli affinché restino costanti e non influenzabili dalla instabilità di governo nazionale

  • Investire sulla prevenzione delle calamità idrogeologiche e semplificare i poteri amministrativi

  • Investire nell'economia circolare

9 ENERGIA

  • Sviluppo delle energie rinnovabili, ammodernamento della rete elettrica di distribuzione, investimenti nel nucleare di nuova generazione

  • Assicurare la sicurezza e la diversificazione delle forniture energetiche (in particolare gas naturale) rafforzando il Corridoio Sud, accelerando su East Med, e realizzando di almeno due rigassificatori onshore

10 FLUSSI MIGRATORI

  • Adottare un effettivo controllo dei flussi in entrata

  • Permettere l’integrazione favorendo un equilibrio tra opinione pubblica, capacità di adattamento degli immigrati e capacità di assorbimento da parte del mercato del lavoro

  • Ripensare lo strumento dei fondi per i Paesi in via di sviluppo sul modello della BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo)

11 FISCO

  • Imposizione sul reddito d’impresa. Incentivare la patrimonializzazione delle imprese e il reinvestimento degli utili nell’attività produttiva, attraverso una revisione del modello di tassazione dei redditi d’impresa a doppia aliquota, basato su due momenti impositivi diversi: nel primo, la detassazione del reddito prodotto e reinvestito in azienda; nel secondo, una imposizione cedolare su quello distribuito

  • Graduale soppressione dell’Irap, con evidenti vantaggi, anche in termini di semplificazione, per le imprese

  • Imposizione sul reddito delle persone fisiche. Rimodulare le aliquote e gli scaglioni, e razionalizzare le agevolazioni fiscali, a favore di un sistema di tassazione al netto delle spese di produzione, per tutte le tipologie di reddito (da lavoro, immobiliare, finanziario ecc.) abbandonando il modello di dual tax

  • Introduzione di una fascia esente universale, così da permettere la detassazione del “minimo vitale"

  • Spostare l’asse impositivo dall’individuo alla famiglia, eventualmente su base opzionale, attraverso l’introduzione di “splitting” legali o quozienti familiari

  • Ridurre e uniformare le cedolari e le imposte sostitutive

  • Rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente. Ristabilire la certezza la certezza del diritto, attraverso la pubblicazione di circolari tempestive e complete; la revisione dell’istituto dell’interpello; il miglioramento della "cooperative compliance"; l’introduzione, nello Statuto del contribuente, di un principio che renda stabili nel tempo i regimi fiscali incentivanti

  • Ridefinire la rilevanza penale dell’accertamento tributario, rafforzare le procedure deflattive del contenzioso, rendere più professionale ed efficiente la giustizia tributaria

  • Separazione tra le prestazioni previdenziali, di competenza dell’INPS, e le previsioni assistenziali, recuperando queste ultime all’interno del bilancio dello Stato





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